POSSO PAGARE IL CAFFE’ COL BANCOMAT?

Ti ricordi le care, vecchie e bellissime Lire?! Le 100.000 Lire, quelle con il Caravaggio stampato sopra?!

Poi, nel 2002 entrò in vigore l’Euro, la nuova moneta dell’unione europea per contrastare ed avere maggiore forza contro il Dollaro americano che spadroneggiava!

Finito il momento amarcord, dobbiamo guardare la realtà e l’evoluzione della stessa: ormai anche le banconote e le monete intese nel senso stretto del termine, cioè proprio i pezzi di carta e di metallo che tieni nel portafogli, sono agli sgoccioli. A breve cesseranno di esistere o perlomeno sarà reso particolarmente sconveniente il loro utilizzo.

Oggi possiamo andare in giro con tutti i nostri risparmi dentro delle carte plastificate e usarle per pagare in ogni singolo esercizio commerciale, piuttosto che attraverso i nostri smartphone ed addirittura con gli orologi, per non parlare del mondo delle criptovalute!

Così, è sempre più usuale che qualcuno possa entrare nel nostro bar e pretendere di pagare un caffè da 1€ con il bancomat.

Prova a spiegare che una transazione del cavolo come quella ti erode completamente il basso margine che hai, proprio per colpa delle commissioni che subisci per pagare il servizio alla società finanziaria che gestisce le transazione del tuo Pos…

Quindi, a meno che tu non abbia un servizio di transazioni Pos che non applichi commissioni sui piccoli importi (nel mercato c’è qualche società finanziaria che lo fa), sei costretto a far pagare 1€ di caffè con il Pos andandoci quasi a rimettere, o peggio a mandare via il cliente che non ha o non vuole usare i contati facendo una discreta figura di merda e perdendolo per sempre… Rischiando pure delle sanzioni visto che non potresti rifiutare i pagamenti attraverso carte di credito o debito.

Lo scorso 30 giugno 2021 è stato approvato il Decreto Legge 99/2021 (cd. decreto lavoro e impresa) il quale ha sostanzialmente rivisto il DL 124/2019 che introduceva un bonus sotto forma di credito d’imposta per le commissioni subite e l’acquisto di strumenti Pos. Tale intervento rientra nella materia di promozione dell’utilizzo della moneta elettronica in funzione del contrasto all’evasione fiscale.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come puoi utilizzarlo nel tuo locale, potendo così offrire la possibilità alla clientela di acquistare in tranquillità anche il singolo caffè pagando con carta di credito o bancomat!

Il bonus si struttura in due diversi ambiti:

  1. il primo riguarda la maturazione del bonus, sotto forma di credito d’imposta pari al 100% delle commissioni subite sugli incassi con bancomat e carte di credito dai consumatori finali;
  2. il secondo riguarda la maturazione di un bonus, sempre sotto forma di credito d’imposta, per la spesa sostenuta per l’acquisto del terminale Pos da collegare al registratore di cassa o di strumenti evoluti di incasso e pagamento.

Bonus sulle Commissioni

Gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi a consumatori finali – come nel tuo caso se gestici un bar o un locali -, possono usufruire di un bonus, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare nel modello F24, del 100% delle commissioni maturate dal 01/07/2021 al 30/06/2022 per ricevere i pagamenti con carte e bancomat.

Ci sono dei requisiti che devi rispettare per poter usufruire di tale credito d’imposta:

  • I ricavi o i compensi dell’esercente dell’anno precedente non devono aver superato i 400.000€;
  • Riguarda solo le cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali (quindi privati senza partita iva);
  • Riguarda esclusivamente le commissioni maturate dal 01/07/2021 al 30/06/2022;
  • Lo strumento di pagamento elettronico, il Pos, deve essere collegato al registratore di cassa, oppure si devono utilizzare strumenti di pagamento evoluti, in grado di assolvere la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei relativi corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.  

In sostanza, se il tuo bar non ha avuto più di 400.000€ di ricavi nell’anno precedente, hai il Pos collegato al registratore di cassa, o utilizzi uno strumento di incasso/pagamento evoluto, puoi recuperare il 100% di tutte le commissioni che hai subito sugli incassi con carte di credito e bancomat dal 01/07/2021 al 30/06/2022, maturando un credito d’imposta che potrai utilizzare dal mese successivo a quello di maturazione delle commissioni da utilizzare a scomputo sul modello F24 con il quale versi ad esempio l’Iva piuttosto che le imposte ed i contributi dei tuoi dipendenti.

Oltre alla possibilità di poter offrire alla tua clientela di pagare il benedetto caffè con il bancomat!

Bonus Acquisto Pos

Agli esercenti che dal 01/07/2021 al 30/06/2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti collegati al registratore di cassa telematico, che permettano ai consumatori finali forme di pagamento elettronico spetta un bonus, sotto forma di credito d’imposta per la spesa sostenuta per tali strumenti fino ad un massimo di 160€ ad esercente.

Nello specifico il bonus è soggetto a diverse percentuali a seconda della fascia di reddito in cui ci si trova.

  • Chi ha conseguito ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, inferiori a 200.000€ ha diritto a ricevere il 70% della spesa sostenuta;
  • Chi ha conseguito ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, compresi tra 200.000€ ed 1.000.000€ ha diritto a ricevere il 40% della spesa sostenuta;
  • Chi ha conseguito ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, compresi tra 1.000.000€ e 5.000.000€ ha diritto a ricevere il 10% della spesa sostenuta.

A prescindere dalla percentuale di maturazione del credito d’imposta, l’importo del rimborso non può superare i 160€.

Anche questo bonus sotto forma di credito d’imposta deve essere utilizzato a credito nel modello F24.

Bonus Acquisto Strumenti Evoluti di Pagamento

Questo bonus matura nel caso in cui gli esercenti acquistino, noleggino o utilizzino strumenti evoluti di pagamento/incasso che consentono la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Il bonus, sotto forma di credito d’imposta per la spesa sostenuta per tali strumenti evoluti viene aumentato fino ad un massimo di 320€ ad esercente.

Anche questo bonus è soggetto a diverse percentuali a seconda della fascia di reddito in cui ci si trova.

  • Chi ha conseguito ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, inferiori a 200.000€ ha diritto a ricevere il 100% della spesa sostenuta;
  • Chi ha conseguito ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, compresi tra 200.000€ ed 1.000.000€ ha diritto a ricevere il 70% della spesa sostenuta;
  • Chi ha conseguito ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, compresi tra 1.000.000€ e 5.000.000€ ha diritto a ricevere il 40% della spesa sostenuta.

A prescindere dalla percentuale di maturazione del credito d’imposta, l’importo del rimborso non può superare i 320€.

Come gli altri due bonus sotto forma di credito d’imposta, anche questo per l’acquisto degli strumenti evoluti di pagamento, deve essere utilizzato a credito nel modello F24.

A prescindere dal tipo di bonus maturato, questi crediti d’imposta devono essere riportati nelle dichiarazioni dei redditi relative al periodo in cui sono maturati e nelle successive dichiarazioni dei redditi fino a quelle in cui se ne conclude l’utilizzo.

Tali crediti d’imposta non concorrono comunque alla formazione del reddito per le imposte dirette e per l’irap. Sono quindi detassate.

Si attende il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate nel quale saranno definite le caratteristiche tecniche degli strumenti di pagamento.

Detto questo, soldato, il mio rapporto è completo, per cui se hai domande da fare ti invito a scriverle nei commenti qui sotto.

Antonio Mancino

Generale di BAR WARS

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