Come gestire un locale
Licenza per aprire un bar: cosa serve, costi e come ottenerla
La licenza per aprire un bar in Italia oggi non è più un’autorizzazione discrezionale da “conquistare”, ma una segnalazione certificata che il Comune verifica a posteriori: questo però non significa che basti compilare un modulo. Vediamo cosa serve davvero, quanto costa il percorso e cosa cambia se rilevi un locale già avviato.
In breve
Per aprire un bar da zero serve presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune, dichiarando il possesso dei requisiti morali previsti dal Codice del Commercio e la conformità dei locali alle norme su sicurezza, igiene e destinazione d’uso. La licenza per aprire un bar non ha quindi un costo fisso unico: il vero costo è dato dalla somma di diritti comunali, eventuali pratiche edilizie/urbanistiche, consulenze tecniche e i tempi di attesa per i controlli. Se invece rilevi un bar già avviato, spesso puoi accedere alla procedura più snella del subingresso, che eredita l’autorizzazione esistente invece di richiederne una nuova da zero. In entrambi i casi, il Comune dove si trova il locale resta l’interlocutore decisivo, perché regolamenti edilizi e commerciali locali possono aggiungere requisiti specifici.
Che cos’è oggi la licenza per aprire un bar
Il termine “licenza” è quello che tutti usano ancora, ma dal punto di vista normativo oggi si parla più correttamente di SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La differenza non è solo terminologica: con la SCIA puoi iniziare l’attività dal momento stesso in cui la presenti (salvo i casi che richiedono un’autorizzazione preventiva, come vicinanza a scuole o luoghi sensibili in alcuni Comuni), mentre il controllo amministrativo sulla documentazione avviene dopo, non prima come accadeva con la vecchia licenza commerciale.
Questo non significa che aprire un bar sia diventato “libero”: significa che la responsabilità di avere tutti i requisiti in regola fin dal primo giorno è interamente tua, perché un controllo negativo dopo l’apertura può portare alla sospensione dell’attività appena avviata.

I requisiti per ottenere la licenza per aprire un bar
Per presentare la SCIA e ottenere la licenza per aprire un bar servono, in sintesi, tre categorie di requisiti:
- Requisiti morali: assenza di condanne o misure ostative previste dal Codice del Commercio (D.Lgs. 59/2010) in capo al titolare o al legale rappresentante.
- Conformità dei locali: rispetto delle norme su destinazione d’uso urbanistica, agibilità, sicurezza (prevenzione incendi, se richiesta in base alla capienza), impianti e igiene alimentare.
- Requisiti specifici del Comune: alcuni Comuni, soprattutto nei centri storici o in aree soggette a piani di contingentamento, impongono condizioni aggiuntive sulla distanza tra locali simili o sugli orari.
A differenza di quanto si pensa spesso, oggi non è più richiesto un requisito professionale specifico (come un attestato di settore) per la somministrazione di alimenti e bevande in un bar: resta invece obbligatorio, una volta aperta l’attività, che titolare e personale abbiano seguito il corso HACCP per la sicurezza alimentare.
Quanto costa la licenza per aprire un bar
Non esiste un prezzo fisso e uguale ovunque per la licenza per aprire un bar, perché il costo dipende da diverse voci che si sommano:
- Diritti e bolli comunali per la presentazione della SCIA, che variano da Comune a Comune.
- Eventuali pratiche edilizie, se i locali richiedono lavori o un cambio di destinazione d’uso.
- Consulenze professionali (commercialista, geometra o tecnico abilitato, consulente per la sicurezza) per predisporre correttamente tutta la documentazione tecnica.
- Impianti e adeguamenti richiesti dai controlli su sicurezza e igiene, che possono incidere molto più delle sole pratiche burocratiche.
Per questo, prima di stimare un budget per la licenza per aprire un bar, conviene sempre farsi seguire da un tecnico e un commercialista che conoscano i regolamenti specifici del Comune dove aprirai, perché la variabilità da territorio a territorio è alta. Sul budget complessivo per aprire un locale, oltre alla sola parte di licenza, trovi un quadro più ampio in quanto costa aprire un bar.
Licenza per aprire un bar: cosa cambia se rilevi un’attività già avviata
Se invece di aprire da zero stai valutando di rilevare un bar già esistente, la procedura è spesso diversa e più rapida: si parla in questo caso di subingresso, cioè il trasferimento dell’autorizzazione esistente dal vecchio al nuovo titolare, di norma legato al contratto di cessione dell’azienda o del ramo d’azienda. Anche qui però non si tratta di un automatismo: il subentrante deve comunque dimostrare il possesso dei requisiti morali richiesti, e il Comune verifica che l’attività non abbia perso i requisiti nel frattempo.
Se stai valutando questa strada, trovi un approfondimento specifico su cosa verificare prima di firmare in rilevare un bar già avviato.
Domande frequenti sulla licenza per aprire un bar
La domanda più frequente riguarda i tempi: quanto ci vuole per ottenere la licenza per aprire un bar. Con la SCIA puoi partire da subito una volta presentata la segnalazione, ma i tempi reali dipendono da quanto velocemente riesci a mettere a punto la documentazione tecnica e da eventuali richieste di integrazione da parte del Comune, che possono allungare i tempi anche di diverse settimane.
Metti in regola le carte, poi pensa a far funzionare il locale
Ottenere la licenza per aprire un bar è solo il primo passo. Il vero lavoro comincia dopo, tra margini, personale e clienti. In una chiamata gratuita un consulente Bar Wars ti aiuta a impostare tutto il resto.
Prenota una chiamata gratuitaAltre domande frequenti sulla licenza per aprire un bar
Cosa serve oggi per la licenza per aprire un bar?
Serve presentare una SCIA al SUAP del Comune, dichiarando il possesso dei requisiti morali previsti dal Codice del Commercio e la conformità dei locali a norme urbanistiche, di sicurezza e igiene.
Quanto costa la licenza per aprire un bar?
Non ha un costo fisso: dipende da diritti comunali, eventuali pratiche edilizie, consulenze tecniche e adeguamenti degli impianti richiesti dai controlli.
Serve un attestato professionale per aprire un bar?
No, oggi non è richiesto un requisito professionale specifico per la somministrazione, ma resta obbligatorio il corso HACCP per titolare e personale una volta aperta l’attività.
Cosa cambia se rilevo un bar già avviato invece di aprirne uno nuovo?
Si può spesso accedere al subingresso, che trasferisce l’autorizzazione esistente al nuovo titolare, purché quest’ultimo possieda i requisiti morali richiesti e l’attività non abbia perso i requisiti nel frattempo.
Posso aprire un bar vicino a una scuola?
Dipende dal regolamento del singolo Comune: alcuni prevedono limitazioni o autorizzazioni aggiuntive per la vicinanza a scuole o altri luoghi sensibili, quindi va verificato caso per caso.
