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Pub e Cocktail Bar

Menu engineering bar: far marginare la carta drink

Menu engineering bar: il metodo per capire quali drink ti fanno guadagnare e quali no, e come costruire la carta perché spinga i primi. Vale per un cocktail bar come per un pub.

Redazione Bar Wars Aggiornato a settembre 2026 7 min di lettura

In breve

Il menu engineering bar incrocia due dati per ogni drink: quanto margine lascia in euro e quanto vende. Da questo incrocio escono quattro gruppi, ognuno con un’azione diversa.

Non è “rifare il menù grafico”. È decidere, con i numeri davanti, cosa tenere, cosa spingere, cosa riprezzare e cosa togliere. La grafica viene dopo.

Cos’è il menu engineering bar

Il menu engineering nasce nella ristorazione statunitense negli anni ’80 (il modello di Kasavana e Smith) e si applica identico alla carta di un bar. L’idea è smettere di decidere la carta “a sensazione” e classificare ogni voce in base a due assi:

  • Popolarità — quante volte quel drink è stato venduto in un periodo.
  • Margine di contribuzione — prezzo di vendita meno costo degli ingredienti, cioè il drink cost tradotto in euro.

Servono due cose: lo storico vendite per singolo drink (lo dà il gestionale) e la scheda costo di ogni ricetta. Senza questi dati il menu engineering bar non si fa. Per la teoria completa c’è la voce Menu engineering su Wikipedia.

La differenza rispetto al “sistemare la carta” come si fa di solito è tutta qui: invece di partire dai gusti del titolare o da cosa fa il locale accanto, si parte da due colonne di numeri. Un drink che piace al proprietario ma vende dieci pezzi al mese e lascia poco margine, nel menu engineering bar non ha motivo di occupare la prima riga della carta. Un drink poco appariscente ma con margine alto e vendite discrete, invece, va spostato dove viene visto.

I 4 quadranti del menu engineering bar

GruppoMargineVenditeCosa fare
StaraltoalteProteggerli: posizione di rilievo in carta, qualità costante, non toccarli.
Cavalli da tirobassoalteRecuperare margine: ritoccare il prezzo o la ricetta senza farlo notare.
EnigmialtobasseSpingerli: nome, descrizione, consiglio del barman, posizione migliore.
ZavorrebassobasseTogliere dalla carta o reinventare completamente.

Le soglie “alto” e “basso” si fissano sulla media della tua carta, non su valori assoluti presi da un manuale. Un drink è “a margine alto” se sta sopra la media dei tuoi drink.

Menu engineering bar — la carta dei cocktail su un tavolo del locale
Nel menu engineering bar la posizione di un drink in carta conta quanto la sua ricetta.  ·  Foto: Kadir Avşar / Pexels

Menu engineering bar: come applicarlo alla carta drink

  1. Estrai le vendite degli ultimi 2–3 mesi, drink per drink.
  2. Calcola margine e costo di ognuno con le schede: costo ingredienti, e da lì il ricarico e il margine in euro.
  3. Classifica ogni drink in uno dei quattro gruppi.
  4. Agisci sulla carta: i drink a margine alto vanno dove l’occhio cade (prima e ultima voce di ogni sezione, eventuali riquadri), con descrizioni brevi e concrete; niente colonna di prezzi tutti incolonnati (spezzala con la descrizione) e via il simbolo dell’euro.
  5. Rileggi i dati dopo 6–8 settimane: prima è troppo presto per capire se un intervento ha funzionato.
6–8 settimane
Il tempo minimo per rileggere i numeri dopo un intervento sulla carta. Sotto quella soglia i dati sono ancora rumore e portano a decisioni sbagliate.

Un esempio: la sezione dei classici

Ipotizziamo la sezione “grandi classici” di un cocktail bar. In tre mesi lo spritz ha venduto 900 pezzi con 3,20 € di margine; il negroni 260 pezzi con 4,80 € di margine; il gin tonic 640 pezzi con 3,90 €; l’americano 70 pezzi con 4,10 €. La media di margine della carta è circa 3,80 €, la media di vendite circa 470 pezzi.

Ne esce che lo spritz è un cavallo da tiro (vende tantissimo, margine sotto la media): vale la pena rivedere leggermente la ricetta o il prezzo. Il gin tonic è una star, va protetto e tenuto in evidenza. Il negroni è un enigma: buon margine, poche vendite, quindi merita un nome più curato in carta e il consiglio del barman. L’americano è una zavorra: 70 pezzi in tre mesi non giustificano lo spazio, si può togliere o trasformare in una proposta stagionale.

Nessuna di queste scelte si vede “a occhio” guardando la carta: serve il dato di vendita accanto al margine.

Errori tipici nel menu engineering bar

  • Carta troppo lunga — diluisce le Star e manda in confusione il cliente, che sceglie “il solito”.
  • Prezzare a sensazione — senza schede costo, la classificazione è basata su numeri inventati.
  • Tenere le Zavorre per affezione — un drink che nessuno ordina occupa spazio prezioso in carta.
  • Guardare solo la percentuale — un drink al 18% di costo che rende 4 € batte uno al 12% che ne rende 2. Conta il margine in euro, non solo il drink cost.
  • Cambiare tutto insieme — se muovi prezzi, ricette e posizioni contemporaneamente, non sai più cosa ha spostato l’incasso.

Tutto questo va poi riletto nel conto economico e insieme al food cost della parte cibo: la carta drink è un pezzo del quadro, non un mondo a parte. Se vuoi un parere sulla tua carta e sui tuoi numeri, una chiamata gratuita con un consulente è il modo più veloce per capire da dove partire.

La carta drink è un motore di margine

Il menu engineering è uno dei metodi che trovi in Formula Bar: come costruire le schede costo, leggere il margine di ogni drink e progettare una carta che lavora per te invece che contro di te.

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Domande frequenti sul menu engineering bar

Cos’è il menu engineering in un bar?

È l’analisi che classifica ogni drink in base a quanto margine lascia e a quanto vende, per decidere cosa spingere, cosa riprezzare e cosa togliere dalla carta. Sostituisce le scelte “a sensazione” con i numeri.

Quali dati servono per il menu engineering bar?

Lo storico delle vendite per singolo drink degli ultimi 2–3 mesi e la scheda costo di ogni ricetta. Con questi due elementi si costruiscono i quattro gruppi.

Ogni quanto rifare l’analisi?

Almeno a ogni cambio stagionale della carta, e comunque 6–8 settimane dopo ogni intervento, per verificarne l’effetto sui numeri.

Menu engineering vuol dire rifare la grafica del menù?

No. La grafica è l’ultimo passo. Prima si decide, con i numeri, quali drink tenere e spingere; poi la carta viene disegnata per metterli in evidenza.

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