“Io Apro” La protesta dei ristoratori

Inizia il 15 Gennaio la protesta dei ristoratori “Io Apro” che sembra coinvolgere oltre 30 mila imprenditori e attività in tutta Italia, a quanto si dice.

Da domani gli aderenti a questa “protesta gentile” terranno aperto il proprio locale violando le regole dettate dall’ultimo decreto legge, ma lo faranno rispettando tutte le altre normative legate al distanziamento e alla sicurezza, anzi, aggiungendone altre e rendendole ancora più stringenti al fine di garantire la massima sicurezza possibile per i propri avventori.

Non so se tu fai parte di quei 30.000 ristoranti e bar che hanno già deciso di aprire in tutta Italia, ma da buon Capitano mi sembra importante ragionare con te e capire quali sono i pro e i contro di questa operazione: è una missione suicida o l’inizio di un attacco al potere senza precedenti?

Spero tu ti sia già fatto questa domanda, perché altrimenti è arrivato il momento di darti anche delle risposte.

Vale la pena partecipare a “Io Apro”, la protesta dei ristoratori italiani?

Il tema è abbastanza delicato e spinoso.

Perché so benissimo come ti senti in questo periodo.

Quanto sei frustrato e stanco di questa situazione e di un governo che sta giocando a “strega comanda color” con le nostre vite.

Ma soprattutto, un governo che sta giocando con i nostri sogni e il nostro lavoro.

Mi incazzo da morire se penso a quanti bar e ristoranti non reggeranno il colpo.

Già ne hanno chiusi e ne stanno ancora chiudendo tanti, la lista dei caduti sarà pressoché infinita.

Per questo capisco perfettamente che tu non veda l’ora di dire la tua e di farti sentire, ma soprattutto di non diventare l’ennesimo numero di questa strage senza precedenti.

E’ sacrosanto, è legittimo.

Ma la domanda che devi farti veramente: cos’ho da perdere?

Già, cos’hai da perdere?

Non è che se partecipi a questa operazione va a finire che perdi di più di quello che potresti ottenere?

Il rischio c’è e anche bello grosso.

Quindi non voglio prenderti in giro e dirti che devi tenere aperto dopo le 18:00 o in zona rossa “perché è giusto”, soldato.

Ti voglio dire quello che rischi se lo farai, poi, se tu te la senti e pensi sia giusto, sarò il primo ad appoggiarti perché ammiro quelli che non si fanno pestare i piedi da nessuno e alle parole fanno seguire i fatti.

Ma prima di andare in missione devi calcolare le possibili perdite.

In guerra ogni attacco richiede un sacrificio, un buon comandante deve capire se ne vale la pena e so che tu arriverai alle tue conclusioni comunque, però voglio darti la mia opinione da Capitano.

Quali sono i PRO dell’aderire a “Io Apro”

  1. Se i clienti vengono a consumare non curanti delle possibili multe, incassi finché resti aperto;
  2. Se i vigili non vengono a multarti a ripetizione, incassi finché resti aperto;
  3. Se multano te e/o i tuoi clienti, magari attraverso un ricorso riuscirai a sistemare tutto…
  4. Magari le forze dell’ordine decideranno di schierarsi al fianco dei ristoratori e ti lasceranno godere del tuo sacrosanto diritto al lavoro…
  5. Magari il Governo, di fronte ad un’iniziativa incontrollata con decine di migliaia di aderenti, capirà di averla fatta fuori dal vaso e rivedrà la propria posizione in merito alle restrizioni della nostra categoria…

Quali sono i CONTRO dell’aderire a “Io Apro”

Dopo la prima lista di SE e di MAGARI, vediamo quali sono i CONTRO che ho individuato rispetto all’iniziativa #IoApro1501:

  1. L’operazione potrebbe essere stroncata sul nascere e quale sarebbe il risultato in questo caso? Che tu hai tenuto aperto un paio di giorni, se va bene, facendo ordini ai fornitori, pagando le bollette e i dipendenti. E per cosa? Se non puoi fare una stima certa delle persone che verranno da te – e credimi, non la puoi fare – non ti conviene aprire se il locale rimane vuoto;
  2. Violare le norme del decreto legge ti esporrà al rischio di multe, sei disposto a pagarle? Soprattutto, te le puoi permettere? E se, capendo il giochino, vengono a multarti tutti i santi giorni?
  3. Hai un avvocato? Sì perché forse dovrai trovartene uno bravo. Nel nostro paese, se violi una legge sei perseguibile penalmente, e questo a prescindere dal fatto che la legge sia giusta o sbagliata. Violare la legge è reato. Le persone che stanno dietro a “Io Apro” hanno promesso tutela legale gratuita da parte dei loro avvocati, ma chi ti garantisce che ti aiuteranno sul serio? Chi ti dà la certezza che, oltre a fare ricorso a costo zero, riusciranno a vincerlo? Inoltre, hai pensato che magari la parcella di questi avvocati potrebbe essere davvero gratis, ma dovresti comunque sostenere le spese amministrative? Un conto è fare consulenza legale gratuita, un altro pagare determinate somme a nome di centinaia/migliaia di clienti che hanno ricevuto delle multe e hanno bisogno di aiuto;
  4. I tuoi clienti. Sì, perché magari devi pensare pure a loro, no? In molti (probabilmente chiunque) non vedono l’ora di uscire e forse sono anche più stanchi di te di questa situazione, visto che a casa loro non hanno le competenze per farsi un cocktail come glielo preparavi tu e desiderano socializzare dopo mesi di distanziamenti. Quindi, sono certo che loro vorrebbero troppo venire ORA nel tuo bar a bere. Però si assumerebbero il rischio di una multa di centinaia di euro? Varrebbe la pena per loro uscire e violare insieme a te il decreto? Quanto caro gli costerebbe una cena o un drink?

Tu, da imprenditore, devi capire che quello che fai, non lo fai per te. Non lo fai per guadagnare. Lo fai per i tuoi clienti e anche in questo frangente è a loro che devi pensare innanzitutto.

Avrebbe davvero senso esporre a un rischio così grosso i tuoi clienti?

E lo so che la tua più grande paura, ora, è chiudere.

Chiedere ai tuoi clienti di buttarsi nel fuoco con te non è la strada giusta, lo sai, sì?

La buona notizia è che in realtà la strada giusta c’è.

E non è, mi dispiace, violare la legge.

O meglio, lo sarebbe se tutto il paese lo facesse. Se tutti quanti aprissimo la nostra attività, il nostro bar, ristorante, piscina, cinema, teatro, pasticceria, gelateria, tavola calda, se tutti stracciassimo le nostre mascherine in tela che non proteggono nemmeno dall’inquinamento – figuriamoci dal Covid -, allora forse i politici comincerebbero a capire che il potere è in mano al popolo. Ma a quel punto sarebbe veramente una rivoluzione, staremmo parlando dell’inizio di una guerra civile e non siamo in un film, ma nella realtà.

Dove ci sono tante buone intenzioni e pochi fatti, in qualsiasi ambito.

Dove le persone comunque hanno PAURA, c’è poco da fare.

Se tu violi la chiusura delle 18 imposta a bar e ristoranti, ti ritrovi a spendere soldi per avere il locale potenzialmente VUOTO, quindi letteralmente a spendere soldi (che non hai o che scarseggiano) per NIENTE.

Ma facciamo finta che tu riempia il locale fino al massimo della capienza consentita. Lo fai una sera, poi una seconda, poi una terza… Quanto puoi andare avanti prima che il Governo cambi le regole e trasformi il dpcm in legge, magari stabilendo che dalle multe si passerà direttamente al ritiro della licenza?

Lo trovi così assurdo? Io no, per quanto questa situazione assurda del cazzo mi faccia venire letteralmente il veleno.

E’ questo che vuoi? Rimanere con un pugno di mosche in mano?

Certo che non è questo quello che vuoi.

Tu vuoi una soluzione per continuare a incassare anche senza violare la legge, o sbaglio?

Tu hai bisogno di una spiraglio di speranza per poter andare avanti nonostante le difficoltà che ci sono sempre state e che con la pandemia si sono decuplicate.

Tu vuoi essere libero di non fallire per qualcosa che non dipende direttamente da te, giusto?

Lo so, non c’è bisogno che annuisci.

La buona notizia è che il modo per continuare a fare girare le cose c’è e quelli più furbi l’hanno già messo in atto da tempo.

L’asporto, ma soprattutto il delivery.

Che se tu riesci a mettere in piedi una dannatissima lista clienti (argomento su cui ti fracassiamo le palle da mesi) e a dirgli che gli puoi far vivere la stessa esperienza straordinaria che vivevano da te, anche a casa… Si avventeranno al telefono o sul tuo sito come api sul miele.

Perché i tuoi clienti migliori bramano di sentirsi di nuovo coccolati, specialmente in un momento del genere, e tu devi solo allungargli una mano e dargli quello che vogliono, anche a un prezzo maggiorato rispetto a quello a cui erano abituati.

Pagheranno. Pagheranno ogni singolo centesimo per sentirsi un po’ più liberi e spensierati grazie alla tua esperienza a domicilio.

Devi solo organizzarti e smetterla di dare la colpa alle stelle.

Il mercato cambia continuamente, solo i migliori si adattano e partono alla conquista.

Sei abbastanza coraggioso per fare questo passo o hai già deciso di “aprire anche tu” e vedere cosa succede?

In tal caso ti auguro buona fortuna, soldato. Ne avrai davvero bisogno.

Sempre in prima linea,

Capitano Fenix

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